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SHOULDER ARMS (CHARLOT SOLDATO)

Realizzato: dal maggio al settembre 1918

Uscito: 20 ottobre 1918

Produzione: Charlie Chaplin Film Company, distribuito dalla First National Exhibitors Circuit

Lunghezza: tre rulli

Sceneggiatura: Charles Chaplin

Produttore: Charles Chaplin

Fotografia: Roland H. Totheroh

Secondo operatore: Jack Wilson

Scenografia: Charles D. Hall

Assistente alla regia: Charles “Chuck” Riesner

Regia: Charles Chaplin

Interpreti: Charles Chaplin (recluta), Edna Purviance (ragazza francese), Sydney Chaplin (amico di Charlie; Kaiser), Henry Bergman (sergente grasso; barman; maresciallo Hindenburg), Albert Austin (soldato americano; soldato tedesco; autista del Kaiser), Jack Wilson (principe tedesco), Tom Wilson (sergente istruttore; soldato tedesco), Loyal Underwood (piccolo ufficiale tedesco), John Rand, Alf Reeves (soldati americani)

 

Come già alla fine del 1917 riportava scherzosamente in una cartolina (“Charlot in questo film depone il suo bastoncino e impugna la spada per combattere per la democrazia”), Chaplin realizzò un film apertamente sulla guerra, proprio mentre stava infuriando in Europa il primo grande conflitto mondiale e sembrava assurdo poter ironizzare su un evento così tragico. Come lui stesso da anni sottolineava, però, è proprio la tragedia a stimolare la commedia e viceversa. Niente scandali, dunque, ma solo tante risate. Gag scandite con meravigliosa esattezza, come la trappola per topi per difendersi dai parassiti, proiettili che solcano l'aria usati per aprire una bottiglia o accendere una sigaretta. Charlot è uno dei tanti soldati che devono combattere al fronte ed oltre ai propri nemici deve vedersela anche con gli inconvenienti del caso, come la pioggia, l'umidità, i pidocchi, la costante paura di attacchi mortali e la profonda solitudine. Quando arriva la corrispondenza per i soldati, Charlot è il solo a non ricevere posta. Avvilito, si avvicina a un soldato che sta leggendo una lettera appena ricevuta e la legge dietro le sue spalle, provando nel viso le stesse reazioni emotive del soldato stesso. L'emarginazione del personaggio è evidente, così come la sua frustrazione e il profondo sentimento di appartenenza ad un'astratta, inafferrabile e affascinante umanità. Poi, il desiderio di diventare eroe, di rendersi utile, di ricevere gratificazioni. Nella seconda parte del film infatti Charlot si rende protagonista di ardue imprese che lo portano a catturare il Kaiser e riportare la libertà, come recita la didascalia finale “Pace in terra agli uomini di buona volontà”. Ma la realtà è diversa e il film ha un'appendice: era tutto un sogno e Charlot è svegliato da due suoi compagni. Nulla di ciò che sembrava è accaduto e la vita deve continuare. E' una pietra miliare della storia del cinema, le scene in trincea e il semplice, eloquente e umano incontro con Edna, la sfortunata ragazza francese, rimasero per moltissimi anni nell'immaginario di generazioni di spettatori.