THE PILGRIM (IL PELLEGRINO)
Realizzato: dall'aprile al luglio 1922
Uscito: 26 febbraio 1923
Produzione: Charlie Chaplin Film Company, distribuito dalla First National Exhibitors Circuit
Lunghezza: quattro rulli
Sceneggiatura: Charles Chaplin
Produttore: Charles Chaplin
Fotografia: Roland H. Totheroh
Secondo operatore: Jack Wilson
Scenografia: Charles D. Hall
Assistente alla regia: Charles “Chuck” Riesner
Regia: Charles Chaplin
Interpreti: Charles Chaplin (l'evaso), Edna Purviance (la ragazza), Kitty Bradbury (sua madre, Mrs. Brown), Mack Swain (diacono), Loyal Underwood (anziano), Charles Riesner (Howard Huntington alias “Nitro Nick” alias “Picking Pete”), Dinky Dean Riesner (bambino terribile), May Wells (sua madre), Sydney Chaplin (suo padre; fidanzato in fuga; conducente del treno), Tom Murray (sceriffo Bryan), Henry Bergman (sceriffo sul treno). Monta Bell (poliziotto), Jack Wilson (pastore a cui vengono sottratti vestiti), Raymond Lee (ragazzo nella chiesa), Phyllis Allen (la madre), Frank Antunez, Joe Van Meter (banditi), Marion Davies, Carlyle Robinson
Con questo film Chaplin chiude il suo rapporto con la First National e si avvia verso una totale indipendenza (anche dal punto di vista distributivo) grazie alla United Artists, società di artisti uniti per capitalizzare al meglio i loro film senza intermediari (oltre a Chaplin ne facevano parte Douglas Fairbanks, Mary Pickford e D.W. Griffith). Per tornare a The Pilgrim , Chaplin non poteva scegliere soggetto più adatto: un evaso scappa di prigione e ruba i vestiti di un prete mentre sta facendo un bagno. Inizia la fuga, ma per una sfortunata circostanza è scambiato per il nuovo parroco di una cittadina di provincia (ci troviamo nel vecchio West). Assolve come meglio può le sue funzioni e, innamorato della figlia della padrona di casa dove alloggia, cerca anche di sventare un tentativo di furto, messo in atto da un suo ex compagno di cella. Alla fine recupera anche i soldi che il farabutto era riuscito a rubare, ma è riconosciuto dallo sceriffo e portato via per essere di nuovo arrestato. Nel bel mezzo del viaggio i due si ritrovano al confine con il Messico. Convinto dell'onestà di fondo di Charlot, lo sceriffo gli ordina di raccogliere un po' di fiori situati dall'altra parte del confine, allo scopo di lasciarlo fuggire. Charlot non capisce e gli riporta i fiori. Allora lo sceriffo, esasperato, gli assesta un calcio spedendolo al di là della striscia di terreno, verso la libertà. Il vagabondo ringrazia, ma proprio mentre sta esultando per la sua nuova condizione, due banditi messicani spuntano fuori dai cespugli e iniziano a spararsi fra loro. Allora Charlot si allontana, dondolante, con un piede in uno stato e uno nell'altro. E' praticamente impossibile dunque trovare pace per il protagonista di tante avventure, l'eterno vagabondo. Non trova posto ne da una parte, ne dall'altra. Sia negli Stati Uniti che nel Messico, la soluzione è sempre la stessa. Forse rimanendo sospeso tra le due parti, riuscirà a sopravvivere. Anche in questo film Charlot è in continua lotta, deve sempre superare qualche imprevisto. La celebre pantomima di Davide e Golia, che improvvisa nella parte iniziale del film per assolvere i suoi compiti verso i parrocchiani, è compresa e accolta con entusiasmo solo da un bambino, subito sgridato dalla madre. In un modo che oscilla tra ottusità bigotta e violenza di delinquenti, non c'è posto per la risata e l'irregolarità di un personaggio come Charlot. E nonostante ne sia stata appurata l'indubbia moralità, rimane un emarginato. Divertente e spassoso per tutta la sua durata, il film si fa ricordare oltre che per la scena della funzione appena citata, anche per la sequenza del tè con Dinky Dean, uno dei più dispettosi bambini mai apparsi sullo schermo.

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