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A WOMAN OF PARIS (LA DONNA DI PARIGI)

Realizzato: dal novembre 1922 al settembre 1923

Prima del film: 26 settembre 1923, Criterion Theatre, Hollywood

Uscito: 1° ottobre 1923

Produzione: Regent Film Company, distribuito dalla United Artists Corporation

Lunghezza: otto rulli

Sceneggiatura: Charles Chaplin

Produttore: Charles Chaplin

Fotografia: Roland Totheroh

Secondo operatore: Jack Wilson

Scenografia: Arthur Stibolt

Assistente alla regia: Edward Sutherland

Consulente letterario: Monta Bell

Ricerche e sopralluoghi: Jean de Limur, Henri d'Abbadie d'Arrast

Regia: Charles Chaplin

Interpreti: Edna Purviance (Marie St. Clair), Adolphe Menjou (Pierre Revel), Carl Miller (Jean Millet), Lydia Knott (madre di Jean), Charles French (padre di Jean), Clarence Geldert (padre di Marie), Betty Morrisey (Fifi), Malvina Polo (Paulette), Henry Bergman (capocameriere), Nellie Bly Baker (massaggiatrice), Harry Northrup (segretario di Revel), Bess Flowers (modella al party), Charles Chaplin (facchino)

 

Inizia per Chaplin il periodo di definitiva indipendenza artistica con la United Artists. Libero dunque da condizionamenti esterni, e deciso a darsi una nuova immagine, intraprese il progetto di un film serio, drammatico e, soprattutto, senza Charlot. Come quasi tutte le idee di Chaplin, anche questa è un enorme segno di coraggio, dato l'affetto del pubblico per l'omino e l'impianto abitualmente comico dei suoi film. La storia vede una giovane ragazza di campagna partire per un equivoco verso Parigi, abbandonando il suo compagno al paese di origine proprio il giorno in cui dovevano andarci insieme. La nuova vita nella metropoli le fa conoscere un ricco uomo di mondo, magistralmente interpretato da Adolphe Menjou, del quale diventa l'amante. Il caso poi le fa rincontrare il giovane abbandonato anni prima, intanto diventato pittore, scoprendo inoltre la vera ragione che causò il malinteso prima della partenza e in un momento del film è quasi sul punto di voler tornare da lui. Un altro incidente sfortunato però riporta la donna dall'amante. Disperato, il giovane si suicida. Il tragico gesto porterà la protagonista verso una vita più semplice e autentica. La trama del film non ha apparentemente nulla di particolare, ma se si guarda bene la pellicola, e la si mette in relazione alle altre dell'epoca, è facile notare l'estrema originalità nella caratterizzazione dei personaggi, la raffinatezza della recitazione, il sapiente uso dei dettagli. Nel film non ci sono ne buoni ne cattivi, tutto si disperde in un flusso vitale quasi imprescindibile. Inoltre, pur in presenza di un dramma, Chaplin non rinuncia ad un tocco ironico che sparso qua e là nella pellicola fornisce un sapore particolare a tutta la narrazione. Lui stesso all'inizio del film appare per pochissimi secondi, con un costume e un trucco irriconoscibili, nelle vesti di un facchino. All'uscita la critica ne fu entusiasta, le novità furono subito colte e fu presentato come un capolavoro. Purtroppo il pubblico dell'epoca non dimostrò così tanto acume e snobbò la pellicola, che risultò alla fine un fiasco colossale. La gente con Chaplin si aspettava Charlot, punto e basta, e non era disposta a seguirlo anche nelle vesti di regista di un film drammatico. Mortificato dagli eventi e dall'incomprensione del pubblico a cui teneva tanto, Chaplin tolse per cinquantanni La Donna di Parigi dalla circolazione. Lo rieditò però prima di morire, componendo per essa anche una colonna sonora sincronizzata. Ancora oggi, se visto, questo piccolo capolavoro mantiene tutto il suo fascino e la sua immediatezza delle immagini, nonché l'enorme contenuto umano presente nella storia.