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LIMELIGHT (LUCI DELLA RIBALTA)

Realizzato: dal novembre 1951 al settembre 1952 (primo ciak il 19 novembre 1951)

Prima del film: 16 ottobre 1952, Odeon Theatre di Leicester Square, Londra; prima americana 23 ottobre 1952, Astor e Trans-Lux Theatres, New York

Produzione: Celebrated Films Corporation, distribuito dalla United Artists

Durata: 143 minuti

Sceneggiatura: Charles Chaplin

Produttore: Charles Chaplin

Produttori associati: Wheeler Dryden, Jerome Epstein

Fotografia: Karl Struss

Consulente fotografico: Roland Totheroh

Scenografia: Eugene Lourié

Musica: Charles Chaplin

Arrangiamenti: Ray Rasch e Charlie Chaplin

Direzione Musicale: Keith Williams

Suono: Hugh McDowell

Assistente alla regia: Robert Aldrich

Regia: Charles Chaplin

Interpreti: Charles Chaplin (Calvero), Claire Bloom (Terry), Nigel Bruce (Postant), Buster Keaton (partner di Calvero), Sydney Chaplin (Neville), Normand Lloyd (Bodalink), André Eglevsky (Arlecchino), Melissa Hayden (Colombina), Marjorie Bennett (Mrs. Alsop), Wheeler Dryden (dottore; clown)

 

E' l'ultimo film “americano” di Chaplin, dopo di che l'artista sarà costretto a partire dagli Stati Uniti per poi stabilirsi in Svizzera a causa delle sue sospette simpatie comuniste. Il film, a differenza dei tre precedenti ( Tempi Moderni , Il Grande Dittatore e Monsieur Verdoux ) si allontana dal contesto critico e satirico nei confronti della società del tempo e si rituffa nel passato, nel mondo del vaudeville, del teatro d'inizio novecento, di una cultura ormai perduta all'epoca della realizzazione di Luci della Ribalta . E' un tributo agli esordi del regista ma soprattutto una parabola simbolica della fine di una carriera artistica e l'inizio di un'altra. Chaplin impersona Calvero, un famoso attore di teatro ormai anziano e senza lavoro. Siamo a Londra (città interamente ricostruita in studio) nel 1914. Per puro caso conosce Terry, una giovane ballerina, anch'essa in crisi, con la quale instaura un rapporto molto particolare, di stima e affetto. La sprona, la incita ad avere più fiducia nelle sue potenzialità e la porta al successo. Lui, nel frattempo, continua ad essere bistrattato dal mondo del varietà. La ragazza, per pietà e riconoscenza, sarebbe perfino disposta a sposarlo, anche se in realtà ama un altro, un musicista che aveva conosciuto anni prima e che ritrova come pianista nel teatro dove si esibisce. Calvero si rende conto della situazione e si allontana per non ostacolarla, conscio che la ragazza le è riconoscente ma non lo ama, e intanto si esibisce come suonatore ambulante. Si ritroveranno tempo dopo, quando l'artista riesce ad ottenere la possibilità di un rientro alle scene, insieme al suo vecchio partner (interpretato a meraviglia da Buster Keaton). Lo spettacolo è un trionfo ma al termine, accidentalmente, Calvero cade in un tamburo che ne causa la morte, dopo aver assistito però all'esibilizione di Terry. Con questo film tornano in scena da protagonisti i sentimenti, l'altruismo, la poesia e tutto quello che Chaplin aveva messo sullo schermo nei suoi capolavori del muto. E' un film meraviglioso, commovente, sincero, per certi versi anche autobiografico perché narra la fine della carriera di un artista, proprio nel momento in cui l'autore si trovava certamente in un periodo di flessione di popolarità e sospetto che, come si è già detto, lo condurranno all'esilio. Per molti è, simbolicamente, l'ultimo film di Chaplin: ne farà altri due ma, certamente, se c'è un testamento artistico nella filmografia chapliniana è proprio Luci della Ribalta.