THE CIRCUS (IL CIRCO)
Realizzato: dal novembre 1925 al novembre 1927 (interrotto per otto mesi a causa dei guai coniugali di Chaplin)
Prima del film: 6 gennaio 1928, Strand Theatre, New York
Produzione: Charles Chaplin Film Corporation, distribuito dalla United Artists
Lunghezza: sette rulli
Sceneggiatura: Charles Chaplin
Produttore: Charles Chaplin
Fotografia: Roland Totheroh
Operatori: Jack Wilson, Mark Marlatt
Scenografia: Charles D. Hall
Assistente alla regia: Harry Crocker
Regia: Charles Chaplin
Interpreti: Charles Chaplin (vagabondo), Allan Garcia (padrone del circo), Merna Kennedy (la sua figliastra, cavallerizza), Harry Crocker (Rex, l'equilibrista; trovarobe scontento; Clown), Stanley Sandford (capo trovarobe), George Davis (mago), Henry Bergman (vecchio Clown), John Rand (assistente trovarobe; Clown), Steve Murphy (ladro), Betty Morrisey (donna fantasma), Armand Triller (Clown)
Charlot trova lavoro in un circo. Riesce a far ridere il pubblico solo quando non se ne rende conto ed è trattato come un lavorante qualsiasi. Cerca di far valere i suoi diritti solo per difendere la ragazza di cui è innamorato, figliastra del padrone del circo che la maltratta. In una fase del film sembra quasi che tra i due possa nascere qualcosa quando invece appare Rex, un equilibrista molto affascinante, che ruba il cuore della ragazza. Allora Charlot cerca in tutti i modi di sconfiggere il rivale, perfino prendendo il suo posto nel numero un giorno in cui questi è assente. Riesce solo però a coprirsi di ridicolo e viene licenziato. Allora la ragazza, spaventata dalla ripresa dei maltrattamenti, scappa dal circo e sarebbe intenzionata a partire con Charlot. Il vagabondo, invece, mette al corrente Rex della situazione e gli dona perfino l'anello che lui stesso aveva comprato affinchè i due possano sposarsi. Sistemata la situazione della ragazza, ora tra le braccia dell'uomo che ama, se ne va via. Per certi versi la filosofia di questo film si avvicina molto a quella che sarà propria a Luci della Ribalta , nei temi, poiché riflette sull'amore, visto qui come abnegazione e rinuncia, ma soprattutto consapevolezza. Charlot si rende conto che Merna (questo il nome della ragazza) non lo ama e prova per lui solamente amicizia e gratitudine. Allora la aiuta a realizzare il suo sogno d'amore. Con questo gesto Charlot si riappropria della sua unicità e per la prima volta nel film sembra agire senza tentennamenti. Recita il suo ruolo coscientemente. La solitudine finale è il risultato della sua posizione nella società, marginale, apparentemente perdente (anche se in fin dei conti rimane un uomo solo, ma libero) e, soprattutto, umana. Il risultato è uno dei suoi film più belli, ricco anche di scene comiche d'eccezione. In alcune la comicità sconfina apertamente nella tragedia. Tra tutte, e carica anche di forti valenze simboliche, è quella in cui il protagonista è sospeso pericolosamente su una corda e peraltro è anche preso di mira da un gruppo di scimmie dispettose.

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