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Harold Lloyd

Harold Clayton Lloyd nasce il 20 aprile 1893 a Buchard, nel Nebraska, da J. Darsie Lloyd ed Elizabeth Fraser, che divorziano pochi anni dopo. Da adolescente lascia la sua città natale insieme al padre e al fratello maggiore e debutta in teatro in Tess d'Uberville , nel ruolo di Little Abe (aveva dodici anni). Dunque il suo esordio è in compagnie di repertorio, a differenza dei suoi colleghi Chaplin e Keaton che invece debuttano nel vaudeville, ed è perfino studente di recitazione alla School of Dramatic Art di San Diego. Nel 1913, a vent'anni, Lloyd debutta nel cinema, alla Edison e l'Universal, in piccole parti e senza spiccare. E' comunque proprio alla Universal che conosce Hal Roach (entrambi guadagnavano cinque dollari al giorno), con il quale entra presto in rapporti di amicizia. Nel 1915 i due aprono una piccola casa di produzione, sfornando film con Lloyd nel ruolo di primo attore in un personaggio chiamato Willie Work, che però rimane nell'anonimato e costringe quest'ultimo a cercare spazio alla Keystone di Mack Sennett. A quanto pare il "re della commedia" stavolta perse una grande occasione. Infatti, nel breve periodo che Harold Lloyd era nella sua scuderia, non ne intuì assolutamente il talento. Fu così infatti che nel 1916 è di nuovo Hal Roach, che ormai si è messo più stabilmente in proprio, a dare a Lloyd un ruolo da protagonista in una serie di comiche. Il nuovo personaggio, Lonesome Luke, era basato in gran parte sulla figura di Charlot, rovesciata. Infatti al posto dei pantaloni larghi, Lloyd ne adotta di strettissimi e così via. Pur se questa maschera non aveva molto di originale, riesce ad ottenere un buon successo di pubblico che tiene impegnato il comico per un paio d'anni. E' però proprio verso la fine del 1917 che Lloyd intuisce qual è davvero l'immagine ideale da adattare sullo schermo, quella del the glass character . Indossa dunque un paio di occhiali dalla montatura di corno (senza lenti) e vestiti borghesi, creandosi così un aria da giovanotto introverso, timido ed indeciso, che però quasi sempre nel corso della narrazione riesce a liberarsi dai suoi condizionamenti, manifestando una caparbia, un'ottimismo e un'esuberanza impensati. Lloyd diventa anche simbolo della volontà americana, della riuscita finale, della buona volontà simboleggiante un periodo storico peraltro straordinario per gli Stati Uniti e la stessa Hollywood, tra la fine degli anni dieci al "crollo" del 1929. Nei film di Lloyd non c'è satira sociale (come in Chaplin) o volontà di innovazione stilistica (come in Keaton), il comico è semplicemente un giovane dall'aria ingenua che, in un modo o nell'altro, deve riuscire ad imporsi nel suo ambiente. Straordinaria la mimica, l'agilità (nonostante apparisse gracile nello schermo in realtà aveva un fisico allenato), la "verve" e la versatilità che lo rendono protagonista di "performances" notevoli, incredibili, anche sul piano fisico. Come Keaton, infatti, Lloyd spesso non utilizzava controfigure ed era lui stesso a correre come un indemoniato, saltare da un'automobile all'altra, lanciarsi a razzo in groppa a un cavallo e chi più ne ha più ne metta. I film del suo periodo d'oro, dai cortometraggi della fine degli anni dieci fino alla fine del muto, rispecchiano quindi queste caratteristiche di straordinario attore e creatore di gag, poiché pur non dirigendosi personalmente, è comunque autore di buona parte delle trovate presenti nelle sue comiche.

I CORTOMETRAGGI

Harold Lloyd

Già a partire dai primi cortometraggi le caratteristiche del personaggio iniziano a svilupparsi coerentemente, pur se in un processo graduale. Così ad esempio in Ask Father , uscito nei primi mesi del 1919, l'immagine di Harold è già abbastanza definita. Si innamora di una ragazza, che ha già due spasimanti; allora deve essere svelto a chiedere la mano della fanciulla al padre, che però è un uomo assai impegnato. Nei maldestri tentativi compiuti dal protagonista per raggiungere l'ufficio, davvero in ogni modo possibile, vi è già bene l'impronta del personaggio, pronto a tutto pur di raggiungere l'obiettivo prefissato. Qualche mese dopo con Just Neighbors invece, il canovaccio sembra basarsi più su il classico stile slapstick (due famiglie di vicini che non si sopportano e se ne fanno di tutti i colori) che su qualcosa di più maturo. Lloyd girò circa novanta cortometraggi prima di passare a soggetti di più lunga durata, i quali gli servono da palestra per gli sviluppi futuri. Se le prime comiche vedono Bebe Daniels come protagonista femminile dei suoi film, dal 1919 in poi Lloyd fa invece coppia con Mildred Davis, che finirà per diventare sua moglie. Pian Piano il ritmo dell'uscita dei cortometraggi inizia a rallentare, le storie diventano più articolate. Il 1920 è un anno importante, da lì in avanti la produzione diventa sempre più raffinata. Dello stesso anno anche un incidente doloroso che causa la perdita del pollice e l'indice della mano destra di Harold. Infatti una bomba gli esplode mentre doveva essere fotografato per una campagna pubblicitaria. Da quel momento in poi, Lloyd dovrà utilizzare una protesi sullo schermo. Disgrazia a parte, fu proprio in questo periodo il boom di popolarità e gradimento che lo investì. I suoi film, girati a volte dallo stesso Roach ma più di frequente da Fred Newmeyer, ai quali Lloyd contribuiva alla sceneggiatura con la sua inventiva e fantasia comica, iniziavano a diventare sempre più interessanti. Particolare è senza dubbio An Eastern Westerner , che vede un Harold di buona famiglia, pigro e nottambulo, che lascia i genitori diretto verso il far west, per farsi le ossa. Qui incontra la ragazza, interpretata com'è ovvio da Mildred Davis, e cerca in tutti i modi di conquistarla, affrontando pericoli, situazioni difficili e perfino il terribile boss che spadroneggia sulla città. Le gag sono scandite con maestria, come nella scena del saloon, ad esempio, dove una semplice partita di poker diventa il punto di partenza di squisite variazioni e trovate divertenti. Il film successivo, High and Dizzy , approfondisce un tema caro al cinema di Harold Lloyd: la suspance. Infatti il ragazzo, sbronzo come non mai, finisce per sbaglio nella camera d'albergo della ragazza che ama che, sonnambula, finisce per chiuderlo fuori, sul cornicione del grattacielo. L'altitudine ed i pericoli ad essa associati saranno infatti un tema ricorrente in tutta la sua filmografia. Get Out and Get Under lo vede invece alle prese con un'automobile molto bella ma altrettanto capricciosa che non gli permette di giungere in tempo per lo spettacolo teatrale nel quale deve essere l'attore principale. Anche qui tutta l'azione è un crescendo di piccole e coinvolgenti sventure che non permettono al protagonista di arrivare a destinazione, anche se alla fine una trovata gli permetterà di rimediare. Tra questi film Number, Please? ha certamente un posto d'eccezione. Harold è innamorato di Mildred, che però è al luna park con un altro spasimante. Dopo frustranti tentativi di farsi bello ai suoi occhi, Harold deve essere più svelto del suo rivale nel chiedere alla madre di Mildred la possibilità di accompagnarla in mongolfiera. Se quest'ultimo può disporre di una macchina, il nostro eroe è costretto a telefonare. La scena è esilarante dall'inizio alla fine: prima la difficoltà nel rintracciare il numero, poi la confusione con le centraliniste pettegole, le cabine telefoniche letteralmente "assediate" dalla gente che deve telefonare e poi perfino un neonato che accidentalmente deve tenere in braccio. Non riuscirà dunque a chiamare in tempo. Ma i guai non finiscono qui. Per una serie di strane circostanze, finisce con il doversi sbarazzare di una borsetta, tentativo frustrato in continuazione, fino a quando, alla fine, si rende conto che era quella che Mildred stava cercando. Proprio in quel momento una capretta la mangia. E' uno dei pochi film di Lloyd che si chiude con una sconfitta, infatti il protagonista non riuscirà a conquistare la ragazza. A parte questa curiosità, è straordinario l'intero tessuto narrativo, ogni situazione apparentemente favorevole viene poi capovolta, il personaggio sembra quasi "perseguitato" dagli eventi. Nor or Never è anch'esso una fucina di gag: Mildred è una bambinaia ed è costretta a portare con sé in treno una bimba graziosa ma assai viziata. Ovviamente sarà Harold a doverla tenere a bada, maldestramente. In questo film sfrenato (Lloyd finirà a dover camminare sul treno in corsa) c'è spazio per una deliziosa gag surreale. Prima di andare a dormire, la bimba gli chiede un bicchiere di latte. Allora, in maniera del tutto naturale, Harold fa fermare il treno che come d'incanto sosta proprio vicino a una fattoria. Così munge velocemente la mucca, porta il latte alla bambina e il treno può ripartire. Among Those Present è invece ambientato nell'alta società, aspirazione massima per il Lloyd fattorino di un hotel lussuoso. Per ironia della sorte invece, sarà proprio il suo non essere affatto nobile a farlo maggiormente benvolere dalla famiglia di Mildred, aristocratica ma stanca e nauseata dalla vita finta e artificiosa della gente "per bene". I Do è invece una riflessione sulla vita matrimoniale e le difficoltà nel tenere a bada i bambini, in questo caso i dispettosissimi figli del cognato. Esilarante la sequenza del passeggino che, invece di portare un bimbo, contiene una damigiana di vino che, naturalmente, finirà dopo un po' per essere distrutta. Nell'ultima scena Harold, stressato per le noie dei nipotini, apre un cassetto e vi trova un pacchettino contenente minuscoli indumenti. Il seguente sorriso di Mildred è altrettanto eloquente: la coppia aspetta (malauguratamente!) un figlio. Ormai siamo nel 1921. L'epoca dei cortometraggi sta ormai finendo, dopo l'uscita di The Kid di Charlie Chaplin e di altri lungometraggi comici del periodo ci si rende conto che anche la commedia può aver spazio in un film di lunga durata ed attirare l'attenzione dello spettatore al di là dell'inizio e la fine del film "istituzionale" o in contenitori variegati. Anche Harold Lloyd realizzerà molti lungometraggi, alcuni di enorme successo. Prima di dedicarsi alle "feature films" comunque, ha tempo per realizzare il suo ultimo film breve, Never Weaken , che risulta con il senno di poi uno dei più perfetti. Innamorato di una giovane dottoressa (Mildred Davis) che lavora nell'ufficio attiguo al suo, Harold cerca in tutti i modi di procurarle il maggior numero di clienti possibili, in una lunga sequenza ricca di trovate eccellenti, al solo scopo di causare qualche danno fisico alla maggior parte dei passanti, affinché seguano il consiglio di farsi visitare nell'ambulatorio di Mildred. Al termine di quest'anno eroico però, un equivoco fa sì che Harold sia convinto che la ragazza sta per sposare un altro. Allora, disperato, si rifugia nel suo ufficio deciso a suicidarsi, ne tenta di tutti i colori, con il solo risultato di finire, di nuovo, sospeso nel vuoto all'esterno dell'edificio. E' lì che scambia alcune statue scolpite nel palazzo per angeli del paradiso, convinto ormai di essere morto. Alla fine tutto si sistemerà e lo sbaglio sarà chiarito: il rivale era in realtà il parroco che doveva sposare la coppia.

I LUNGOMETRAGGI DEL PERIODO MUTO

Al principio concepito come cortometraggio e poi abilmente allargato sotto forma di film di maggiore durata, A Sailor-Made Man è da considerarsi un capolavoro della commedia muta. Nella prima parte del film Harold appare spigliato, deciso, anche un po' strafottente. Fa la corte a Mildred e le chiede di sposarlo con estrema disinvoltura. Il padre però rifiuta finché il giovane non abbia trovato un lavoro. Allora si arruola come marinaio ma è costretto a partire. Tempo dopo la sua nave approda in oriente, nella stessa città dello yacht di Mildred e i due si ritrovano. Poco dopo la ragazza è rapita dal malvagio maharajah del luogo, attratto da lei. Allora Harold si improvvisa eroe e, dopo una lotta impari ma vincente contro l'intera corte, riesce a liberare la ragazza. In questo film Lloyd incarna come non mai l'immagine del ragazzotto americano coraggioso, pronto a tutto pur di salvare la sua bella e conquistarne l'amore. La sequenza del salvataggio è pressoché perfetta, la disinvoltura con cui il protagonista si tuffa nella piscina dove era caduto il maharajah solo per sottrargli la chiave della porta dove era imprigionata Mildred e il successivo sbarazzarsi dell'intera banda dei suoi guerrieri inferociti con un'abile colpo di genio è straordinaria da vedere, divertente e coinvolgente. Altrettanto memorabile è certamente il successivo Grandma's Boy (1922), in cui il personaggio di Harold torna ad essere assai più impacciato, timoroso e per certi versi quasi allucinante, a causa della paura che non gli permette di reagire neanche un po' alle prepotenze di un aitante rivale nella conquista al cuore di Mildred. Sarà la nonna a donare ad Harold un talismano per sconfiggere la sua paura e a raccontargli di come fosse già stato usato dal nonno, anch'esso un tantino codardo e insicuro, che però grazie all'aiuto di questo portafortuna era riuscito a diventare un eroe durante la guerra di secessione. La storia era in realtà un'invenzione, che serve però al protagonista per acquisire maggiore sicurezza nei propri mezzi e conquistare il suo ambiente, liberando la città da un pericolo farabutto e rispondendo finalmente per le rime al rivale aggressivo. Dello stesso anno di Grandma's Boy , Dr. Jack trova come protagonista un Harold Lloyd medico, decisamente anticonvenzionale ed eccentrico, che si innamora di sua paziente, ragazza ipercontrollata e repressa sotto le cure di un dottore ottuso e soffocante. La sequenza clou del film è certamente quella in cui Harold finge di essere un lupo mannaro per spaventare l'altro medico, seminando terrore per tutto l'appartamento, in special modo nella servitù di colore. Pellicola gradevole, diretta come le precedenti da Fred Newmeyer e ben strutturata in tutte le sue componenti. Gli studi Roach erano posti sopra la galleria di High Street a Los Angeles. Quale migliore posizione per inscenare un film basato sulle vertigini di un Harold Lloydprotagonista sospeso nel vuoto? E' così che nasce lo spunto per Safety Last (1923), quello che è considerato il più noto e significativo film di Harold Lloyd, immagine simbolica di tutto il suo cinema. Harold, commesso in una sartoria, è innamorato di Mildred, che però è convinta che il suo ragazzo sia il direttore del negozio e non un lavorante qualsiasi. Per dimostrare il suo valore e guadagnare anche i soldi necessari a sposarsi, il giovane ha lo spunto per una trovata pubblicitaria che consiste nello scalare il grattacelo dove è situata la sartoria, davanti a una folla esterrefatta di spettatori. A causa di una malaugurata situazione, sfortunatamente, deve però essere proprio lui ad arrampicarsi per l'enorme palazzo. In questa lunga, entusiasmante e spettacolare sequenza, che vede Harold terrorizzato che guarda su e giù (l'effetto dell'altitudine era creato da sapienti movimenti di macchina), impossibilitato a scendere ma allo stesso tempo spaventato all'idea di dover continuare a salire, c'è l'emblema cristallino dell'intero personaggio di Lloyd, giovane disposto a tutto pur di riuscire a "scalare" la vetta del successo e guadagnare un buon posto nella fiorente e ricca società americana dell'epoca. Il momento in cui rimane aggrappato alla lancetta dell'enorme orologio posto a un lato del grattacielo, poi, raggiunge davvero il massimo livello di suspance mai toccato da un film comico muto. Questo autentico capolavoro fu diretto da Fred Newmeyer in collaborazione con Sam Taylor (che nelle altre opere di Lloyd aveva collaborato come sceneggiatore) e, se paragonato ad altre pellicole dello stesso periodo, spicca certamente oltre che per il ritmo e la solidità dell'intreccio narrativo, anche per la fluidità di ripresa, i cambiamenti di prospettiva e le carrellate eseguite con navigato talento. Safety Last è anche l'ultimo film interpretato da Mildred Davis che, ormai moglie di Harold Lloyd, si ritira dallo schermo. Così come è l'ultima puntata del sodalizio con Hal Roach. Infatti da qui in avanti sarà lo stesso Lord a produrre i suoi film, dopo la fondazione della Harold Lloyd Film Corporation . La protagonista femminile subentrante, Jobyna Ralston, appare nel ruolo di prima donna già dal successivo Why Worry? . Il film si incentra sulle paure di un ricco ipocondriaco, Harold Van Pelham, al quale è stato consigliato un viaggio ai tropici a scopo terapeutico. Qui però, al posto della tanto attesa tranquillità, si trova inconsapevolmente invischiato in una rivoluzione. Allora gradualmente si assiste ad un evoluzione del personaggio che, come nel precedente Grandma's Boy , finisce per sconfiggere le sue paure, liberare da un rapimento la sventurata ragazza che l'aveva accompagnato nel viaggio ed uscirne completamente ristabilito. Tra le scene più divertenti spicca quella in cui, entrato in rapporti di amicizia con una specie di gigante buono, Harold deve riuscire ad estrargli un dente cariato, punto di partenza per infiniti tentativi che, soltanto alla fine e del tutto casualmente, ottengono l'effetto sperato. Film ovviamente minore, quasi da riflessione e pausa creativa sul successo ottenuto da Safety Last , che serve sia come rielaborazione e nuovi spunti sul vecchio materiale e allo stesso tempo come esperimento sulle doti della nuova entrata Jobyna Ralston, che interpreta peraltro molto bene il ruolo affidatole. Di tutt'altra pasta Girl Shy , uscito nel 1924, opera forse non tra le più conosciute ma certamente tra le migliori del comico. Harold Meadows, garzone di sartoria, è irrimediabilmente timido con le ragazze, balbuziente ed insicuro. Tutte le sue velleità e fantasie amorose lo proietta su un libro che sta scrivendo, una specie di autobiografia sentimentale, "The Secret of Making Love", che invia speranzoso ad un editore. Il libro però, un'evidente guazzabuglio di stereotipi da grande e alquanto improbabile amatore, non risulta affatto credibile come opera seria e viene scartato. Nel frattempo, una ragazza (Jobyna Ralston) che Harold aveva incontrato in un treno e alla quale aveva confidato le sue speranze sul libro, inizia ad innamorarsi di lui, divertita anche dal testo che, inconsapevolmente, sembrava fatto apposta come romanzo caricaturale, dunque comico. Ferito nei suoi sentimenti più profondi, Harold si chiude orgogliosamente in se stesso finché, spronato da un cachet inviatogli dall'editore interessato ad una versione umoristica del romanzo, non decide finalmente di dichiarare il suo amore alla ragazza che, però, ora sta per sposare un altro uomo. Allora, in una corsa irresistibile contro il tempo, Harold deve raggiungerla per evitare che sia celebrato il matrimonio. Lieto fine. Film importante, che riflette sulla qualità dissacratoria della comicità, sulla buona volontà, sulla ricerca di se stessi, pur se con modalità inconsapevoli e stile piuttosto convenzionale. Divertente dall'inizio alla fine, lascia quasi senza fiato nell'ultima parte, dove un Harold scatenato impiega moto, tram, calessi, automobili e chi più ne ha più ne metta per impedire il matrimonio, finché, ad opera compiuta, lo spettatore può finalmente tirare il tanto agognato sospiro di sollievo. Uscito anch'esso nel 1924, Hot Water si concentra, come era già successo nel cortometraggio I Do di qualche anno prima, sull'incubo domestico. Harold e Jobyna sono felicemente sposati ma la loro tranquillità è turbata dalla terribile suocera e dai due cognati che, in un modo o nell'altro, causano le più spiacevoli situazioni. Dopo vari e impensati disastri esilaranti la pace sarà finalmente ristabilita. Alla comicità prettamente fisica qui si sostituisce l'ironia, ai capitomboli e le corse prendon posto sguardi espressivi ed eloquenti, come in una scena in cui Harold è erroneamente convinto di aver assassinato la suocera e da ciò scaturisce un equivoco dietro l'altro, ben rappresentato dagli occhi e dalla mimica dell'attore, terrorizzato davvero all'idea di dover scappare per evitare di essere incarcerato per omicidio. Il desiderio di rivalsa e di vittoria sull'ambiente animava ancora Harold e i suoi film e così, nel 1925, fu presentata un'altra delle celebri opere che contribuirono all'immortalità del comico con gli occhiali: The Freshman . La trama, intelligente e innovativa variazione di canovacci precedenti, è la seguente: Harold Lamb è un giovanotto timido e impacciato ma con un grande sogno, vale a dire diventare un famoso studente di college, bravo nello sport e riconosciuto come tale. Ovviamente le sue ingenue aspirazioni vengono subito smentite dalla realtà dei fatti e presto diviene lo zimbello dell'intero istituto, oggetto di scherzi e derisione. Perfino la sua partecipazione nella squadra di football è all'insegna dell'emarginazione: ufficialmente viene reclutato tra le riserve, ma in realtà semplicemente come raccattapalle e tuttofare. Ma proprio nel momento di maggiore sconforto, viene spinto dall'amore di una ragazza che crede in lui, acquista maggiore decisione e, in un importantissimo match, riesce in qualche modo ad entrare in campo (nonostante le resistenze dell'allenatore, completamente sfiduciato) e, con un po' di furbizia e alcuni trucchi, ma soprattutto un'incredibile concentrazione e forza emotiva, diventa l'eroe dell'incontro. Se il film può apparire un po' trito o comunque obsoleto nella storia raccontata (la celebrazione dello sport come massimo obiettivo, il mito del bravo collegiale), non lo è per la fattura, l'interpretazione, la vitalità dei personaggi e, per certi versi, la profondità psicologica del protagonista. Harold, partito da sconfitto, giunge a destinazione da vincitore. Il pubblico, qualunque sia lo spettatore, non può che fare il tifo per lui. Il suo obiettivo, anche se legato in gran parte ad una cultura e un periodo storico definito, dunque stereotipato, non lo è nei modi in cui viene realizzato. Forse mai, nella storia del cinema, un giocatore di football è apparso tanto "umano" quanto fuori luogo, dell'Harold Lamb di The Freshman . Quasi per compensazione, il film seguente fu assai inferiore alle aspettative. Diretto in esclusiva dal solo Sam Taylor, For Heaven's Sake appare poco omogeneo, lento, privo della fantasia delle altre opere di Harold Lloyd e a tratti perfino noioso. Harold Manners, milionario che vive da nababbo senza preoccupazioni, si innamora di una ragazza che porta avanti, insieme al padre, una missione per poveri. Grazie a questo sentimento sconfigge il suo cinismo e finisce per sposarla. Certo, non mancano i momenti divertenti, come nella scena in cui Harold legge su un giornale di un ricco finanziatore della missione di carità e ne è profondamente disgustato, e un po' anche divertito, per poi srotolare l'altra parte del quotidiano e scoprire di essere proprio lui, che, inconsapevolmente, aveva consegnato al padre della ragazza del denaro per risarcirlo di un incendio da lui provocato, per poi trovarsi invischiato in un atto benefico del quale non avrebbe voluto avere niente a che fare. La seconda parte del film, di certo la meno interessante, sembra davvero andare avanti per grazia divina, con pochi dei vertici farseschi ai quali Harold Lloyd aveva ormai abituato i suoi spettatori. For Heaven's Sake è del 1926. L'anno dopo è la volta di The Kid Brother , sotto la regia di Ted Wilde, nel quale Lloyd si riappropria del suo ruolo di giovane insicuro, stavolta costretto nell'ombra da una famiglia, gli Hickory, che invece brilla per coraggio e determinazione. A questo ruolo di brutto ed incompreso anatroccolo, poco tenuto in considerazione dal padre e surclassato dai fratelli, Harold cerca in tutti modi di porre rimedio, con scarso successo, finché un ingiustizia, che mette a repentaglio la libertà del padre-sceriffo ingiustamente accusato di aver sottratto dei soldi appartenenti alla comunità-non lo spinge a gettarsi alla ricerca del vero farabutto che, anche con un pizzico di fortuna, riuscirà a scovare e catturare. Naturalmente, come sottofondo, c'è il solito intreccio sentimentale con Jobyna Ralston, che alla fine del film sarà naturalmente fiera di lui. Quest'opera, simile a tante altre, ma allo stesso tempo carica di nuova linfa e inaspettato vigore, è un gioiello. Ambientata in una sorta di Ovest incontaminato, può disporre inoltre di una scenografia da favola, evocativa e toccante. Anch'esso firmato da Ted Wilde, Speedy è l'ultima opera muta di Harold Lloyd e l'ultimo capolavoro dell'artista. Soprannominato così per la velocità con cui svolge il suo compito di barman, appassionato di baseball e in seguito maldestro (e sfortunato) tassista, riesce a salvare il nonno della sua amata da un furto doloroso che l'aveva privato del suo vecchio tram a cavalli, unico superstite del luogo e dunque "scomodo" per il cambiamento avvenuto nella politica dei trasporti pubblici della città, il tutto con tanto di spettacolare corsa frenetica contro il tempo. La sequenza più nota del film è però quella in cui il protagonista e la ragazza (Ann Christy, alla sua prima apparizione con Lloyd) sono a Coney Island a divertirsi ma, prima un cane affamato che non gli da tregua, poi un granchio infilatosi nel taschino di Harold, rendono per la coppia un po' movimentata e stressante la giornata. Lloyd, e siamo nel 1928, saluta il cinema muto (che lo rese celebre ed indimenticabile) con un film frizzante, divertente e spassoso, accolto molto bene dal pubblico e ancora, se lo si guarda, estremamente carico di smalto ed energia. Harold Lloyd

IL SONORO E GLI ULTIMI ANNI

Sotto la regia di Clyde Bruckman, che era già stato sceneggiatore di alcuni film di Keaton e co-director in The General , esce Welcome Danger (1929), l'esordio di Harold Lloyd nel cinema parlato. Il film, nel quale l'attore interpreta l'impacciato figlio di una capo della polizia, ebbe successo ma, visto oggi, è qualitativamente assai inferiore alle sue opere mute. Negli anni trenta, sempre sotto la direzione di Bruckman, Lloyd realizza altri film, alcuni dei quali anche di buona fattura, come Movie Crazy , basato sulle disavventure di un ingenuo che vuole a tutti i costi entrare nel mondo del cinema e viene coinvolto dalle più strambe situazioni, che però non ebbe grande richiamo di pubblico. Ormai, anche a seguito della depressione economica, la gente aveva perso lo spirito adatto per apprezzare i film di Lloyd, molto legati all'ottimismo sfrenato del "sogno americano" degli anni venti. Inoltre, la sua comicità era incentrata principalmente sulla fisicità e, come altri suoi illustri colleghi, tendeva a scendere di qualità nel film sonoro. Allora, dopo aver girato qualche altra pellicola, nel 1938 Lloyd decide di ritirarsi, concentrandosi su una sua grande passione, la fotografia a colori in 3D e sulla famiglia. Inaspettatamente però, nel 1947, torna sugli schermi in The Sin of Harold Diddlebock , di Preston Sturges, che però subisce un'odissea di tagli e modifiche e si rivela un fiasco commerciale. Il film ricalca e cita i suoi capolavori muti, come in una scena dove si ritrova in bilico su un palazzo, stavolta in compagnia perfino di un leone. Harold, che viveva nella lussuosa residenza di GreenAcres con la moglie e i figli, nel 1953 ricevette un Oscar alla carriera e fu tra i fondatori dell' "Academy of Motion Picture Arts and Sciences". Era un icona del muto, un grande artista che aveva portato al cinema il suo enorme talento e il suo carisma di "genio comico". La sua morte, avvenuta l'8 marzo 1971 per un cancro alla prostata, quasi all'età di 78 anni, portò via uno dei comici di maggiore spicco del periodo aureo.