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Roscoe Arbuckle

Roscoe ArbuckleRoscoe Conkling Arbuckle nacque a Smith Center, nel Kansas, il 24 marzo 1887. Suo padre William Goodrich, insieme a sua sua madre Mollie, si trasferirono con lui e gli altri figli (nove in tutto) a Santa Ana in California nell'autunno del 1888. La sua prima esperienza nel mondo dello spettacolo è, a otto anni, con la Webstern Brown Stock Company. Nel 1899 però, la morte della madre e lo scarso interesse del padre nei suoi riguardi costrinsero Roscoe a cercarsi un lavoro. Fu assunto come tuttofare in un Hotel a San Jose e, intonando qualcosa mentre lavorava in cucina, venne notato da un professionista che gli diede una vera chance. Ingaggiato quasi subito come clown, acrobata, cantante e ballerino nel vaudeville, nel famoso show di David Grauman, a partire dal 1904 a soli diciassette anni era già in grado di partecipare alle tournées del circuito "Pantages". Nel 1909 il suo esordio nel cinema, alla Selig, in un cortometraggio intitolato "Ben's Kid". Evidentemente però il nickelodeon non faceva ancora per lui e, poco dopo aver sposato una sua collega di nome Minta Durfee, iniziò una serie di tournées in giro per il mondo, in particolar modo in paesi orientali (Cina e Giappone), che li tenne lontani dall'America fino al 1913.

FATTY

Ai primi mesi dello stesso anno (1913) Roscoe approda alla Keystone e decide di tentare una nuova via: il cinema. Il suo primo ruolo è in un cortometraggio diretto da Henry Lehrman, The Gangster , uscito ad aprile, come uno dei poliziotti che inseguono il bandito. Del film, ormai andato perduto, esistono solo pochi fotogrammi. Il ruolo del gangster era comunque interpretato da Fred Mace, un peso massimo che stava per lasciare la Keystone e che con Arbuckle aveva in comune solo la stazza fisica, nonostante si dicesse che venisse assunto per rimpiazzarlo. In effetti l'emergenza del "Fat Boy" era comunque verosimile, sebbene slegata dal reale ruolo di Mace all'interno della compagnia. I primissimi film che Arbuckle girò alla Keystone sono tutti andati persi e possono essere ricostruiti solo attraverso i pochi fotogrammi sopravvissuti oppure carpendone in qualche modo l'intreccio attraverso ricordi, testimonianze o recensioni dell'epoca. E' il caso di uno split reel (rullo contenente due diverse comiche "vendute" insieme) che uscì nel giugno 1913. I due film, Passion, He Had Three e Help! Help! Hydrophobia! , mostrano un Arbuckle rurale, nelle vesti dello stereotipo del ragazzotto campagnolo che riutilizzerà anche in opere successive. Ancora non era stato soprannominato Fatty e figura come "Henry" e "Jim Brown". L'opera più "anziana" che può essere visionata ai nostri giorni, o meglio le due opere (era un altro split reel ) sono A Bandit e Pepping Pete . Nel primo Roscoe è un bullo a cui viene fatta abbassare la cresta da un suo rivale travestito da bandito, il secondo è invece un travestimento femminile, con l'attore nelle vesti della moglie di un Mack Sennett alquanto farfallone che si diverte a corteggiare la consorte di Ford Sterling. C'era anche spazio per satireggiare irrisolti conflitti sociali: in una comica uscita ad agosto, The Riot , Arbuckle ha la parte di un ebreo che entra in disputa con un irlandese, portando propositi bellici ad entrambe le corrispettive fazioni. E' di questo periodo anche l'abbozzo di una partnership tra lui e Mabel Normand, la diva della compagnia. In For The Love of Mabel , The Telltale Light , A Noise From The Deep (nel quale viene usata per la prima volta la gag della torta in faccia), Love and Courage e Mabel's New Hero (unico sopravvissuto tra gli shorts appena elencati) la Normand e Arbuckle duettano a meraviglia mostrando in germe le loro potenzialità di coppia comica, le quali saranno poi maggiormente sviluppate in seguito. L'approdo alla Keystone di Minta Durfee, moglie di Roscoe, porta infatti alla formazione di una coppia comica tra lei e il marito (a partire dall'eloquente A Quiet Little Wedding ), senza contare che l'arrivo imminente di Chaplin, il quale inaugurerà entro pochi mesi un sodalizio artistico con la Normand (tanto che i corti in cui reciteranno insieme saranno distribuiti come "Charlie and Mabel's Comedies"), allontana per un po' i due. Nel frattempo (settembre 1913) Arbuckle aveva ormai delineato in maniera abbastanza coerente le caratteristiche del suo personaggio, tanto che già iniziava a venir designato con il soprannome "Fatty", del quale spiccava certamente la mole imponente, unita a un'insolita scioltezza e agilità incredibile in ogni suo movimento. Inoltre poteva contare su una spiccata versatilità, grazie alla quale era in grado di impersonare vari stereotipi comici, oltre al già citato campagnolo anche quello del marito infedele o dello scapolone impudente, o (più raramente) di un vagabondo dispettoso ( Fatty's New Role , 1915). Le sue gag, prettamente "fisiche", dissacranti, immediate ed istintive, erano parte di un "melange" primitivo succoso e divertente, carico di implicita ironia e accettazione del ruolo finzionale della macchina cinematografica. I suoi primi exploit, opere come Fatty's Day Off , Fatty at the San Diego , Fatty Joins The Force (autunno 1913) esplicano molto bene questa fase di progressivo sviluppo nella genesi del suo personaggio. Nei primi mesi dell'anno successivo, inoltre, ottiene da Mack Sennett la possibilità di autodirigersi, concessa davvero a pochi, indice di alto gradimento di pubblico e fiducia illimitata. E' un periodo importante perché permette ad Arbuckle di familiarizzare con il cinema e perfezionare sempre di più il proprio talento. Barnyard Flirtation , uscito alla fine di marzo, è il suo primo abbozzo dietro la macchina da presa. Nelle settimane precedenti era stato peraltro protagonista di alcuni cortometraggi memorabili, come A Flirt's Mistake , in cui si trova a fare delle avances a un indiano con turbante e ombrellino, che visto da dietro viene scambiato per una ragazza anche da un altro passante ma che, indemoniato, finisce per rincorrere Fatty per tutto il quartiere e perfino a casa (armato di coltellaccio e pistola). In Rebecca's Wedding Day ci propone un travestimento femminile, stavolta nei panni della sposa novella di un ebreo. Appare anche al fianco di Chaplin, arrivato da poco nella compagnia, a partire da A Film Johnnie , nel ruolo di se stesso (nella comica Charlot cerca di insinuarsi in qualche modo alla Keystone), per poi essere presente come rivale di Ford Sterling e in seguito dello stesso Chaplin per i favori di Minta Durfee in Tango Tangles , corto realizzato in maniera assai estemporanea in una sala da ballo. Successivamente Arbuckle appare in qualche altra comica di Chaplin, in piccole parti, così come lo stesso Charlot in The Knockout interpreta l'arbitro di boxe dell'incontro di pugilato tra Fatty ed Edgar Kennedy; in un cortometraggio uscito a settembre, The Rounders , saranno poi per una volta proprio una coppia comica. Insomma il 1914 è un anno molto fertile, ricchissimo di film (46 in tutto), alcuni maggiormente riusciti, altri meno, ma comunque sempre caratterizzati dall'ottima interpretazione di Fatty che acquista sempre maggior notorietà. Di Chaplin, che ebbe modo di conoscere in questo periodo e con il quale continuerà ad essere legato da reciproca simpatia, più tardi disse: "Mi sono sempre rammaricato di non aver recitato accanto a lui in nessun film di più lunga durata rispetto alle comiche da un rullo che girammo così velocemente. Egli è un genio comico completo, senza dubbio l'unico del nostro tempo, e sarà il solo tra noi di cui ancora si parlerà tra un secolo". Questo era Roscoe Arbuckle.

ANNI D'ORO Roscoe Arbuckle

Con Mabel and Fatty's Wash Day nasce una nuova coppia di comici, Arbuckle e Mabel Normand sono ormai un sodalizio vincente. Le loro comiche, designate appunto come "Fatty e Mabel Comedies", ottengono grande favore di pubblico e sono indubbiamente delle perle slapstick, impossibili da perdere per gli amanti del genere. In Fatty and Mabel Simple Life la storia è ambientata in un casolare di campagna, nel quale si consuma il dramma di un amore contrastato: Fatty e Mabel si amano ma il padre di lei è contrario alla relazione e preferisce concedere la ragazza ad un altro spasimante. Il tutto è una sorta di capovolgimento di genere, di inversione di ogni elemento melodrammatico in farsa grossolana. Altrettanto divertente, Fatty and Mabel at the San Diego Exposition parte dal solito evento pubblico che era così caro alla Keystone per inscenare le proprie commedie. Questa volta i due sono marito e moglie ed è Mabel ad essere gelosa delle attenzioni che Fatty riserva ad altre fanciulle e un corpo di ballo hawaiano. Altra peculiarità del corto è la sovrapposizione tra realtà e finzione, tra un accadimento estemporaneo come quello di una mostra espositiva e la creazione di situazioni farsesche sempre più imprevedibili. Piuttosto inverosimile, e altrettanto male assortita, l'immagine fisica di una coppia del genere risulta perfetta proprio per la sua disomogeneità. Grasso, chiaro di capelli e rozzo il primo, magra, bruna e delicata la seconda. Il contrasto è la matrice essenziale di ogni partnership di ordine burlesco. Si pensi al futuro duo Arbuckle/Keaton o a Laurel e Hardy. Per questo motivo è già un piacere vederli sullo schermo che scherzano, si arrabbiano, poi si riconciliano, si fanno i dispetti. Tanto per fare alcuni esempi, in Mabel and Fatty's Married Life (febbraio 1915) il semplice infortunio ad una scimmia ammaestrata e i propositi di vendetta del suo proprietario, un saltimbanco dall'aria arcigna, sono spunto per una certa suspance comica che permea tutta la pellicola. A tratti esilarante, c'è da dire che il film è soprattutto un tributo alla straordinaria forza espressiva di Mabel Normand. Sola in casa cerca di cucire a maglia ma, spaventatissima e convinta che alcuni malviventi la stanno per assalire, osserva atterrita i movimenti di una tenda vicino alla finestra con espressioni eloquenti e cariche di profonda paura, frutto di una maestria nell'arte mimica e gestuale davvero notevole. In Fatty Reckless Fling , uscito a marzo e uno dei primi cortometraggi dell'anno in cui Arbuckle figura senza la propria partner, gli effetti del distacco si sentono. Godibilissimo soprattutto nella seconda parte in raffinato stile slapstick, con malintesi di ordine extraconiugale, illecite partite di poker e il solito investigatore pronto a tirare fuori la propria arma da fuoco e a sparacchiare per tutto il condominio, il film è comunque meno divertente del precedente. Ma tra tutti questi film, The Little Band of Gold merita certamente un posto di primo piano. Questo piccolo capolavoro di quasi tre rulli, con un Arbuckle e una Normand favolosi, inizia con la coppia che, reciprocamente affettuosa, si avvia in tassì verso la chiesa che celebrerà il loro matrimonio. Dopo il consueto scambio degli anelli lo schermo si chiude, riaprendosi nell'appartamento degli sposini, con una Mabel ansiosa che aspetta il ritorno a casa di Fatty. Lui rientra alticcio e la suocera arpia non fa a meno di rimbrottarlo. Il terzetto poi si reca all'opera. Qui un Roscoe annoiato dallo spettacolo si fa convincere da un Ford Sterling maliziosissimo ad abbandonare la visione per recarsi in un caffè attiguo insieme a due fanciulle. Ben presto però subentrerà una gelosia e alcune schermaglie che porteranno il vendicativo Ford a fare la spia a Mabel. Colto nel fatto mentre amoreggia con una ragazza, Arbuckle si vendica prendendo il rivale a bottigliate, ma non può nulla contro la suocera indemoniata che lo trascina in tribunale per l'annullamento del matrimonio. Ciò avviene ma, una volta rimasti soli, i due si abbracciano e si riconciliano. Il film, diretto da Arbuckle, è da considerarsi un capolavoro per la soffice e disinvolta interpretazione degli attori, la trama tenue e divertente, la straordinaria forza espressiva dei quattro attori principali (Arbuckle, la Normand, Ford Sterling e Alice Davenport). Il successivo Fatty's Faithful Fido è invece un opera ordinaria, divertente e in classico stile slapstick. Nel film è presente però il quartetto "storico" che farà compagnia fissa nelle opere di Fatty. Insieme ad Arbuckle figurano Minta Durfee, Al St. John (suo nipote che presto diventerà il suo antagonista preferito) e il cane Luke, così talentuoso da meritare perfino un salario di 150 $ a settimana. Non bisogna del resto pensare che tutta la produzione Arbuckle/Normand sia sempre e comunque di livello eccellente. Ad esempio, in due cortometraggi dell'aprile 1915, Wished on Mabel e Mabel's Wilful Way (uscito il 1° maggio), non siamo lontani dalla classica forma dell'archetipo sennettiano. Il primo è uno dei classici park-film con tanto di equivoci nel furto di un orologio, sulla falsa riga di Twenty Minutes of Love di Chaplin dell'anno prima (sebbene le somiglianze finiscano qui), il secondo è invece ambientato in un Luna Park, con Fatty ed Edgar Kennedy che si contendono una Mabel assai scostante e civettuola, tenuta sotto controllo da genitori alquanto ossessivi e permalosi. Fatty's Plucky Pup del mese successivo, della durata di quasi mezzora, è invece il primo film con un cane come eroe indiscusso della pellicola. Luke finisce per salvare la ragazza di Fatty da un omicidio, quando allo stesso tempo sia lui che le forze dell'ordine dimostrano una spiccata inettitudine. In questa comica la figura di Fatty è un po' diversa dal solito: interpreta il tipico, incorreggibile mammone, sempre pronto a piagnucolare e a lamentarsi e pigro come non mai. Nell'autunno 1915 la costituzione della Triangle, società nella quale viene incorporata la Keystone (fondata dai "big" Sennett, Griffith, Ince) costituisce l'ultima fase dell'opera di Arbuckle al fianco del cosiddetto "re della commedia". Sempre sotto la direzione di Fatty, in questi mesi vengono sfornati altri piccoli gioielli. Fatty and Mabel Adrift (gennaio 1916), memorabile per l'immagine della casa dei due che finisce dalla spiaggia in mezzo al mare, galleggiante tra le acque, è un tre rulli divertentissimo. Il successivo He Did and He Didn't può essere del resto citato come uno dei capolavori che fanno riflettere sulle enormi potenzialità di Fatty dietro la macchina da presa. Qui lui e Mabel sono ancora una volta marito e moglie e vivono in una casa grande, in completa agiatezza. La prima scena li vede prepararsi per la cena e Fatty è alquanto irritato perché non riesce a trovare il colletto della camicia. Mabel scende al piano di sotto, suonano alla porta e si presenta un signore, amico di vecchia data nonché ex innamorato quando erano bambini. Durante la cena Arbuckle è costantemente insospettito, teme che l'invito non sia altro che una scusa tra i due per potersi rincontrare. Dopo alcune scene un po' tese e imbarazzanti, i tre decidono di andare a letto (come da consuetudine l'uomo era stato invitato a fermarsi anche per la notte). E' durante la fase onirica che sia Arbuckle che l'amico di Mabel sognano esattamente la stessa cosa, vista però da due diverse prospettive. Il primo teme un tradimento, il secondo ha paura di essere accusato di adulterio con la moglie di un altro. Sul più bello i due si svegliano e corrono simultaneamente verso la camera di Mabel, che in quel momento dorme beata. Motivo dell'incubo parallelo? Un crostaceo assai duro da digerire mandato giù durante la cena. Sia per l'intreccio originale e insolito per una commedia, è la stessa realizzazione posata e lievemente drammatica a rendere He Did and He Didn't una delle opere più mature di Arbuckle. Si potrebbe quasi parlare di un abbozzo di "commedia sofisticata" ed ancora più ricca perché interpretata da due navigate ed espressive vecchie volpi della "slapstick comedy". The Waiters's Ball , uno degli ultimi cortometraggi che Fatty realizza per la Triangle, con un Al St. John indiavolatissimo co-protagonista, parte dall'idea di un ballo per camerieri ai quali entrambi vogliono partecipare ma non possono per mancanza di vestiti adeguati. Al andrà alla festa e Fatty lo farà travestito da donna: putiferio. Dopo un altro paio di film, Arbuckle viene convinto da Joseph Schenck a lavorare per lui, alla "Comique Film" fondata apposta per il comico, con il profumato stipendio di mille dollari al giorno, il 25% dei profitti e la totale autonomia creativa: il suo successo era alle stelle. Ma proprio nel suo momento di maggior gloria, e ciò poteva essere letto anche come una funesta previsione per il futuro, Arbuckle deve lottare contro una pustola formatagli dentro la gamba, che rischiava quasi di dover essere amputata. Si rimetterà, ma era sicuramente un cattivo segno del destino. Per quasi otto mesi è dunque lontano dal set. Rientra completamente ristabilito nel marzo 1917, avviandosi alla sua prima produzione per la "Comique": The Butcher Boy . Nel frattempo aveva conosciuto Buster Keaton, presentatogli dalla sua segretaria di produzione a New York, dove peraltro fu girato l'inizio di questa nuova serie. Arbuckle diede subito un lavoro a Keaton e già in The Butcher Boy , cortometraggio in tipico stile keystoniano, il suo ruolo non è del tutto marginale. Arbuckle, oltre ad essere un eccellente attore, era anche un uomo generoso, disponibile. Insegnò a Keaton le tecniche della macchina da presa, il modo di inquadrare la scena e tutti i trucchi del mestiere. Diventarono molto amici, anche fuori dal set. Nei primi cortometraggi realizzati per la "Comique", la coppia Arbuckle/Keaton non è ancora perfezionata e Al St. John ha ancora un posto di rilievo (poi diventerà più che altro l'antagonista fisso, il classico "cattivo"). La seconda opera di questa nuova avventura, The Rough House , contiene la gag della danza dei panini, qui utilizzata in maniera poco approfondita (quasi appena accennata) da Arbuckle e che sarà realizzata in maniera articolata e splendida da Chaplin in The Gold Rush di qualche anno dopo. Per il resto si tratta di rifacimenti passati o materiale già visto. E' più buffo il successivo His Wedding Night , con un Buster Keaton in gran forma, che verso il finale del film, ubriaco e vestito da sposa, viene scambiato per la ragazza e rapito da Al. St. John, diretto dal giudice di pace. Tra le sequenze più divertenti c'è anche quella in cui Fatty, commesso al banco di una drogheria, scambia un tic agli occhi di Buster per una richiesta di superalcolici. Qualche minuto dopo fa addormentare, grazie all'aiuto di uno spray miracoloso, alcune clienti per poterle baciare. La semplicità con cui la scena viene realizzata, la naturalezza del gesto, la rende buffa, divertente e per certi versi anche affascinante. I ritmi produttivi erano assai più lenti rispetto al passato e veniva prodotta grosso modo una comica ogni due mesi. Coney Island è una delle opere migliori del 1917: ambientata in un luna park adiacente una spiaggia, ha come protagonista un Fatty sposato e adultero che rivaleggia con Al e Buster per i favori di una ragazza. Poi, per meglio passare inosservato, si traveste da donna ma è riconosciuto dalla moglie ed è sbattuto in prigione insieme ad Al, con un Buster vittorioso sugli altri pretendenti. La grandezza di Arbuckle sta nell'aver dato spazio anche ai suoi colleghi, realizzando con Keaton una efficace partnership comica. In Out West (febbraio 1918), piccolo capolavoro, Arbuckle è un vagabondo che approda in una città del Far West, viene assunto come barman (il proprietario del saloon è Buster) e si innamora della solita, fragile e virtuosa ragazza presente nei film del filone Western. Al ha il consueto ruolo del cattivo, adesso addirittura a prova di bottigliate e colpi di pistola, ma assolutamente sensibile al solletico che Fatty e Buster si divertono a provocargli. La comica è diretta in maniera splendida, mai fuori posto, il film del genere di frontiera viene parodiato in maniera esilarante e puntuale. The Bell Boy , Moonshine e altri sono del resto altrettanto validi. E' l'ultimo grande periodo di Roscoe Arbuckle. In The Cook Fatty è un cuoco, Buster il cameriere. La seconda parte del film si perde eccessivamente in reminescenze spericolate, ma la prima è un incredibile saggio di destrezza e abilità fisica da parte di Arbuckle che fa davvero spettacolo in cucina, prima in un numero di ascendenza circense, poi a ritmo di ballo. Chiamato alle armi, per quasi un anno Keaton è fuori dalle scene. Arbuckle si prende tra gli altri Monty Banks, attore di origine italiana (Mario Bianchi) che ebbe anche una buona fortuna in seguito, oltre al sempre presente Al St. John. The Sheriff , The Pullman Porter , Love , A Desert Hero sono comiche di ottima fattura, sapientemente articolate, che riflettono molto bene il grande momento che stava passando Arbuckle, sempre di più all'apice. Nell'agosto 1919 il ritorno di Keaton, che apparirà in altri tre film accanto a Fatty prima di mettersi in proprio. E lo farà proprio subentrando al suo collega. Nel dicembre di quell'anno Arbuckle viene convinto dal direttore della Paramount, Adolph Zukor, a passare ai lungometraggi e abbandonar così i vecchi due (o tre) rulli. La paga era di un milione di dollari all'anno. L'epoca dell'indipendenza era finita. Ne iniziava un'altra, affascinante forse, ma con il senno di poi da considerarsi fatale. Roscoe Arbuckle

SCANDALO

All'inizio del 1920 Arbuckle si lancia in questa nuova fase del suo iter artistico abbandonando la regia dei suoi film e Joseph Henabery e James Cruze vengono chiamati per lavorare dietro la macchina da presa. Questo perché l'impianto registico della slapstick comedy era assai diverso dal ciò che si richiedeva a un film di più ampio respiro e lo stile di Arbuckle era considerato poco adatto allo scopo, troppo semplicissimo e grossolano. Sono le illusioni di chi crede di aver individuato il filo d'Arianna di un arte. In realtà, e a ben guardare, i film di questo periodo risentono eccome dell'influenza del comico che, seppur in maniera meno forte che in precedenza, continuava ad essere l'autore delle sue opere. Un autore parziale però. In diciotto mesi fu interprete di nove lungometraggi, sicuramente di media ma non eccelsa levatura (ad accezione forse di Leap Year , 1921, ricco di estro e inventiva) ma che lo condussero ad uno stato di stress davvero insopportabile. Decise allora, esausto, di concedersi tre giorni di vacanza a San Francisco. Era il 3 settembre 1921. Fu la decisione più salata di tutta la sua vita. Venne organizzato un party al St.Francis Hotel , con un numero incredibile di invitati (quasi tutte star hollywodiane) e con litri e litri di alcol per riscaldare l'atmosfera. Nel bel mezzo della festa, l'attrice Virginia Rappe fu colta da un insopportabile stato di agonia dovuto ad un'intossicazione da stupefacente. Tre giorni più tardi la ragazza morì per una peritonite. Arbuckle venne accusato di tentato stupro e conseguente omicidio causato da una bottiglia. Questo perché alcuni testimoni avevano avvertito grida nella stanza in cui Arbuckle e la ragazza erano chiusi e li avevano trovati in circostanze, a detta loro, sospette. Nel lungo dibattito processuale che ne seguì, Arbuckle asserì di aver raggiunto la camera nella quale si trovava la ragazza, dopo aver udito alcune grida, al solo scopo di soccorrerla. Il referto medico gli dava ragione e sul corpo della giovane non c'erano segni di violenza fisica. Ma era un periodo particolare. Già da qualche anno la chiesa, l'opinione pubblica benpensante e la squadra dei soliti bacchettoni scontenti, aveva preso di mira lo stile di vita fuori dalle regole delle star, che davano feste al limite del proibito, organizzavano orge, vivevano di una libertà smodata e senza molto controllo. Perlomeno c'era questa tendenza. Dopo tre processi a volte contrastanti tra loro (dal dicembre 1921 all'aprile 1922) Arbuckle venne definitivamente e completamente assolto dalla giustizia. Durante il processo la maggior parte dei suoi ex colleghi, come Chaplin e altri, espressero alla stampa la loro opinione in difesa del povero Roscoe. Buster Keaton fu addirittura tra i testimoni del dibattimento, sicurissimo dell'innocenza dell'amico. Nonostante questo, i film di Arbuckle vennero ritirati dalle sale, il suo nome bandito, il suo contratto stroncato. L'attore non poté che chiudersi in se stesso, trovare conforto tra gli amici rimasti fedeli. Provò ad allontanarsi per un po', partendo per l'oriente, ma anche lì non riuscì a trovare pace e si rifugiò nell'alcool. Al suo ritorno, nel 1923, gli venne offerta da James Cruze una parte in un film satirico su Hollywood ( Hollywood ), dove apparve brevemente nel ruolo di se stesso. Nel 1924, Keaton gli offrì la regia del suo Sherlock Jr. , ma ben presto durante la produzione ci si rese conto che gli era impossibile lavorare in un tale stato di angoscia. Nel 1925 divorziò da Minta Durfee e sposò Doris Deane (alla quale rimase legato per tre anni) e decise che era il momento di tentare un ritorno. Impossibilitato dal banno ad utilizzare il suo nome, scelse William Goodrich, quello del padre, come pseudonimo per poter dirigere alcune commedie della Paramount. Riuscì a lanciare nuovi attori che ebbero una buona popolarità, come Johnny Arthur, Lupino Lane e Lloyd Hamilton e fu anche regista di star come Eddie Canton, Marion Davies e più tardi anche Louise Brooks. Nel 1928 aprì il "Roscoe Arbuckle Plantation Club", un nightclub frequentato da moltissime stelle dell'epoca, che dovette comunque presto chiudere a causa della depressione economica. Dopo un tour teatrale che ebbe un discreto successo, nel 1930 tornò al lavoro ancora una volta come William Goodrich, finché nel 1932 arrivò il tanto sospirato break per il suo ritorno sullo schermo, in sei commedie per la Warner Bros. Nel giugno dello stesso anno il suo terzo e ultimo matrimonio, con l'attrice Addie McPhail. Sembrava finalmente tornata un po' di pace per il "The Prince of Whales", come era scherzosamente chiamato Arbuckle sfruttando un gioco di parole inerente alla sua imponente stazza fisica. Il 28 giugno 1933, finite di girare le commedie rimaste, che ebbero buon richiamo, gli fu offerto il ruolo da protagonista in un lungometraggio che avrebbe iniziato a girare da lì a poco e un nuovo e più remunerativo contratto. Il giorno dopo, al termine di una notte di festeggiamenti, Arbuckle morì per un infarto. Aveva 46 anni. Keaton dichiarò che il suo cuore, ormai così provato, finì alla fine per spezzarsi. Fu cremato e le sue ceneri sparse nell'Oceano Pacifico. Come ricordare Roscoe Arbuckle dopo tanti anni? Per quello che lui avrebbe voluto. La sua personalità era allegra, gioviale, sempre pronta a ridere. Il suo era un cinema semplice, senza moine, divertente e trascinante. Ciò a cui teneva di più era intrattenere il pubblico giovanile, come aveva spesso dichiarato. Andare al cinema doveva essere un piacere, un relax e quello che ha lasciato lo dimostra. Ma il "mostro senza testa", il pubblico, lo aveva abbandonato. Ed era soprattutto ai bambini, proprio quelli che a lui stavano più a cuore, ad essere negato di vederlo al cinema. Difficile sopportarlo, era la sua vita: "Non lo capisco. In un minuto sono il tipo che tutti amano, nel minuto successivo quello che tutti amano odiare" (Roscoe Arbuckle, 1921).